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Si è discusso a lungo negli anni scorsi sulla definizione degli ultimi 18 anni, da alcuni definiti come quelli della Seconda Repubblica da altri una lunga transizione se non l’agonia della Prima Repubblica. Comunque li si voglia definire il portato di questi anni, fatti di bipolarismo coatto, aggregazioni disomogenee e populismo inconcludente, sembra decisamente volgere al termine. |
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NAPOLI POTENZA GENOVA
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Cogito ergo sum, così, poco meno di cinque secoli fa Cartesio giunge a questa certezza al culmine della faticosa aspirazione ad un metodo che consenta all’uomo di discernere vero e falso, per raggiungere il quale assume un percorso di critica della conoscenza, fondato sul dubbio metodico, e l’unica certezza è la propria esistenza. Stia dunque tranquillo il premier, senza far torto al genio francese per chi assume come proprio il metodo riformista il dubbio è in re ipsa ed i tabù, in quanto tali, vacui e da combattere. “Modernizzare” il mercato del lavoro dunque, non incute timore o preoccupazione in chi, e sono tanti, a quarant’anni dal varo dello Statuto dei Lavoratori, è consapevole della necessità di renderlo più attuale non solo alle esigenze delle imprese ma anche per includerne le diverse forme di lavoro atipico, o meglio flessibile, che, sorte in numerose tipologie negli ultimi tre lustri, sfuggono ad un inquadramento giuridico più complessivo. Basterebbe questa consapevolezza per aprire le porte alla riforma ma in più vi è la necessità di uscire dalla crisi e per riprendere a crescere l’Italia deve necessariamente investire sui lavoratori e sui loro diritti, anche perché la teoria che per far ripartire lo sviluppo occorra spianare la strada alla precarietà è apodittica e tutta da dimostrare. Il premier incontrerà nelle prossime ore sindacati ed imprese per discuterne, nella ferma convinzione che occorre dunque eliminare, o quantomeno mitigare, quelle rigidità, in entrata ed in uscita dal mercato del lavoro che portano ad un corto circuito tra sicurezza sociale ed esigenze delle imprese. L’auspicio è che il punto di partenza sia quello dell’estensione delle tutele ai 3,5 milioni di lavoratori precari oggi privi di garanzie nel nostro paese attraverso l’introduzione dell’articolo 18 bis, che preveda diritti e non solo doveri per i lavoratori “flessibili”, attuando anche in questa parte la Carta Costituzionale che all’articolo 1, comma 1 recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.” ed all’articolo 4, comma 2 prevedendo che “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”. Il lavoro, dunque non è solo un rapporto economico, ma anche un valore sociale che nobilita l’uomo, la base della nostra democrazia Un paese che ha appena festeggiato i 150 anni di storia e progresso comune ed una Democrazia che ne ha da qualche giorno compiuti 64, non può dunque tollerare ulteriormente la degenerazione del precariato che costringe milioni di ragazze e ragazzi, ed in misura crescente soggetti non più giovani, a vivere una condizione lavorativa fondata sulla incertezza di una duplice mancanza, sia di continuità del rapporto di lavoro sia di un reddito adeguato su cui poter contare per pianificare il proprio futuro. Dopo aver dunque eliminato questo doppio fattore di insicurezza si potrà metter mano, partendo dalla proposta Ichino, alla riforma dell’articolo 18, accompagnando il lavoratore in uscita per almeno un triennio nella ricerca di una nuova occupazione. Sigmund Freud nella collezione di saggi Totem e tabù, sottolinea la componente inconscia che porta a considerare necessaria una certa proibizione: come a dire più si parla di abrogazione dell’articolo 18 più lo stesso viene vissuto come intangibile. Umilmente, al professor Monti consiglierei dunque di evitare il termine, se davvero intende riformare, o , come preferisce, modernizzare, il diritto del lavoro. Nessun tabù, dunque, solo equità e giustizia sociale. Marco Di Lello |
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"L'articolo 3 della Costituzione impone l'uguaglianza dei cittadini, e dunque pari opportunita'anche nel diritto alla giustizia, che sarebbe negata a decine di migliaia di cittadini che si vedrebbero costretti a sopportare due ore di viaggio in auto, ben oltre in autobus, per raggiungere il Tribunale de L'Aquila: razionalizzazione deve fare il paio con ragionevolezza, quella che sembra mancare nella proposta della commissione ministeriale" ha continuato Di Lello.
"E una battaglia simbolo che supera i confini locali- ha concluso Di Lello - per affermare il principio che dalla crisi economica non si esce tagliando i servizi essenziali ai cittadini ma facendo pagare di più a chi può e sconfiggendo l'evasione fiscale. Una battaglia da fare insieme, con un voto parlamentare bipartisan per affermare il primato della Buona Politica che garantisca equita' ai cittadini" |
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“Per riprendere a crescere il Paese deve necessariamente investire sui lavoratori e sui loro diritti: la teoria che per far ripartire lo sviluppo occorra spianare la strada alla dilagante precarietà che già affligge il nostro Paese è tutta da dimostrare”. Lo dichiara Marco Di Lello, coordinatore nazionale del Psi, “Al di là della riflessione politica e di sviluppo - continua Di Lello - noi socialisti che abbiamo scritto lo Statuto dei lavoratori non alziamo barricate a proposte di modifiche, ma il punto di partenza non può essere che l’estensione delle tutele ai 3,5 milioni di lavoratori precari oggi privi di garanzie nel nostro paese. Anziché discutere di abolizione dell’articolo 18 sarebbe giusto iniziare con il ragionare dell’introduzione dell’articolo 18 bis, prevedendo diritti e non solo doveri per i lavoratori “flessibili”, attuando anche in questa parte - conclude il coordinatore del Psi - la nostra stessa Costituzione che sottolinea l'importanza del lavoro come base della nostra democrazia”. |
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MANOVRA: DI LELLO (PSI), ACCORDO IN CAMPANIA TRA ALENIA E SINDACATI NON DEVE SALTARE “PARTITO PRESEN
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"Con la scelta di alcuni sottosegretari, mi sembra che questo governo che era nato come tecnico, stia diventando sempre piu' politico, non nell'accezione migliore". Lo dichiara Marco Di Lello, coordinatore nazionale del Psi, nel suo intervento all'Assemblea congressuale di Fiuggi del partito. "Tra i nuovi sottosegretari infatti - continua Di Lello - ci sono i consiglieri di La Russa e Brunetta, gli amici di Rutelli e Matteoli, l'amico degli amici che faceva le vacanze gratis, oltre a quella persona che prestava alle imprese i soldi delle banche e oggi lo fa con lo Stato. Insomma - conclude il coordinatore nazionale del Psi - mi auguro che il governo Monti recuperi lo spirito tecnico, perche' il governo politico dopo il fallimento di Berlusconi puo' nascere solo dalla urne". |
29/09/2010 - "Il grande incantatore Berlusconi con un intervento zeppo di retorica nel quale non ha sostanzialmente aggiunto nulla a quanto ci si potesse aspettare è riuscito, con il solito dubbio gusto, a dare il meglio di sè raccontando barzellette che, se non si trattasse di probelmi tanto seri quanto drammatici, verrebbe da imitare quei deputati che, in aula, sono esplosi in fragorose risate. Questo il commento di Marco Di Lello, coordinatore della segreteria nazionale del PSI al...
22/09/2010 - “La inutilizzabilità delle intercettazioni dell’on. Cosentino votata oggi dalla Camera non può nascondere la crisi di una maggioranza che oramai, neanche con l'ausilio del voto segreto, è più tale, né politicamente e né numericamente”. Lo ha dichiarato Marco di Lello Coordinatore della segreteria nazionale del Psi. “Per la seconda volta consecutiva, dopo il voto sulla mozione di sfiducia al sottosegretario Caliendo, la...
21/09/2010 - “Potrebbe essere la questione meridionale l’iceberg destinato ad affondare il governo Berlusconi”. Lo ha dichiarato Marco di Lello Coordinatore della segreteria nazionale del Psi. “Il laboratorio siciliano, storicamente anticipatore di tanti sommovimenti politici, - prosegue l’esponente socialista - può far emergere il vero nodo strutturale di questa maggioranza, che non è Fini ma la golden share di Bossi con la sua fantomatica Padania. Se ne...
03/09/2010 - “Nessuno speculi sulla pelle dei ragazzi, come dice giustamente l’Avvenire a proposito degli insegnanti precari, ma la Gelmini ha anche qualche ragione concreta che non può essere elusa parlando d’altro”. Lo ha dichiarato Marco Di Lello, coordinatore della segreteria nazionale del PSI. “Perché – prosegue - però la ministra non chiede a Tremonti di detrarre dall’8 per mille che versa alla Chiesa cattolica, il miliardo che spende...
22/03/2010 - "Si è trattato di un'adunata surreale di militanti filogovernativi che nel mondo e' possibile vedere solo nella Corea del Nord di Kim Jong Il, nell'Iran di Ahmadinejad e nella Bielorussia del suo amico Lukashenko. Ora - ha osservato il dirigente socialista - siamo piu' consapevoli di quale sia il modello di democrazia a cui si ispira il nostro Presidente del Consiglio. Un goffo tentativo per provare a nascondere le gravi difficolta' di un governo in calo di consensi che...
